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Comunità Arbëreshë

La sola comunità arbëreshë (Italo-Albanese) in provincia di Catanzaro, ove è ancora reperibile un certo numero d’esemplari autentici del costume tradizionale, è Caraffa di Catanzaro.
Tali esemplari sono conservati nella loro integrità ed originalità presso l'Istituto della Cultura Arbëreshë "Giuseppe Gangale" a Caraffa di Catanzaro
 
Costume originario di Caraffa di Catanzaro
 
L’antico abito di gala è tra i costumi meno inquinati, tra i più originali di tutte le comunità arbëreshë d’Italia; evidenzia chiare tracce balcaniche presenti nei costumi della Macedonia, della Iugoslavia e della Grecia del nord. L’elemento caratteristico è costituito dalla lunga camicia di lino bianco (linja), di taglio dritto, dalle maniche amplissime arricchite da caratteristici ricami geometrici. Sopra la linja è indossato un corpetto di velluto rosso senza maniche (pettina), comunemente chiamata “gardakori”, consistente di un rettangolo anteriore ed uno posteriore, interamente ricoperti di finissimi ricami in oro e argento o a tinte intense recanti disegni floreali tenuti insieme da due bretelle. Ad esso è attaccata un’ampia gonna di seta o raso damascato (coha) generalmente di colore chiaro, decorata al fondo da un’alta balza ornamentale di colore contrastante. Sulla gonna, nella versione giornaliera, è indossato un grembiule (haddaliqa), anch’esso impreziosito da ricami a motivi tradizionali.
 
Particolare del Costume originario di Caraffa di Catanzaro
 
Molto caratteristico ed unico nel suo genere il piccolo copricapo (keza), riservato alle donne maritate a forma di bustina rettangolare con le punte anteriori e posteriori rialzate; la superficie sempre di velluto rosso, è interamente ricamata come la pettina. I capelli, acconciati con chignon sulla nuca (këshet), ospitavano la keza ornata da velo con nastri e frange alle estremità (sqepëza). La vestizione è completata dagli “ori”; pesanti orecchini, ricche collane e catene d’oro di varia lunghezza (yanakat e laci), contribuivano a dare maggiore regalità all’insieme.
L’eleganza e l’originalità di quest'abito hanno incuriosito i viaggiatori italiani e stranieri giunti in Calabria tra la fine del secolo scorso e gli inizi del ‘900, raffigurandolo in artistiche e particolareggiate pose, tanto da simboleggiare spesso il costume distintivo dell’intera Regione. Col passare del tempo le fogge originali hanno subito le influenze delle popolazioni limitrofe, dando origine ad una nuova forma d’abbigliamento contraddistinto da un’armonica combinazione d’elementi, che in parte mantengono la stessa denominazione dell’antico costume albanese.
L’abito di mezza festa o della Domenica, meno decorato di quello della sposa, era indossato anche per le feste di fidanzamento (Kusqia). L’abito giornaliero o da lavoro ricavato con materiale più grezzo, dai colori più sobri e dalle decorazioni limitate, si rifà all’abbigliamento dei paesi vicini, a quello della “Pacchiana” calabrese.

Stemma Caraffa di Catanzaro 

Comune Caraffa di Catanzaro (Cz)

Via S.Peta snc

88050 Caraffa di Catanzaro

P.I. 00297990798

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